Gettare il cuore oltre la scena

Ale e Franz sono due attori comici come non se ne fanno più: divertentissimi ma mai scontati, prendono per mano lo spettatore e lo guidano sul sentiero dell’ironia, senza mettersi in cattedra e senza diventare zerbini. Sono intelligenti, colti, sottili e a tratti geniali, come lo si può essere negli anni venti del duemila, in un modo profondamente umano. Nei loro testi si ispirano al teatro dell’assurdo, a Ionesco, a Beckett, duettando come farebbero Mondaini e Vianello.

A teatro, i nostri eroi si cimentano in uno dei testi più famosi della storia, potremmo dire mainstream, Romeo e Giulietta. Parliamo di uno Shakespeare mai annacquato, semmai un po’ asciugato, che viene portato in scena da una scalcagnata compagnia di ometti attempati, di quelli con le gambe corte e secche e il volto segnato dai vizi. Nati sotto una contraria stella, come avverte il titolo della commedia, sono attori inadatti a qualunque ruolo: goffi e sguaiati, si aggirano coperti di stracci tra bidoni di latta, in un contesto che è poco più di un accampamento e poco meno di un circo. Questi buffoni ci dilettano con le loro pagliacciate, con gli sberleffi al testo e gli sfottò che si scambiano per tutto il primo atto, in una sequenza di gag esilaranti, una su tutte quella della balia balbuziente vestita solo di una crinolina e di un enorme fiocco in cima alla testa. Ale, una Giulietta calva e sgraziata, e Franz, un Romeo affettato e colpito da alitosi, saltellano come caprioli ubriachi in una danza di corteggiamento che culmina nella scena del balcone, quando i due si giurano amore eterno sotto una luna di cartapesta.

Ma se nella prima parte si ride molto, nel secondo atto vince il tragico. Inaspettatamente, gli attori si trasformano: da guitti diventano intensi, addolorati e infine spenti, fino ad arrivare al climax, in cui i due amanti muoiono per mano del destino avverso. A terra, restano solo i copricapi dei morti ammazzati nella spirale di violenza che ha inghiottito la civile, ricca e cinica Verona: un casco rosso, una parrucca riccia, un cappello a cilindro. Senza timore di spoiler, perchè la vicenda narrata è nota a tutti, quello che non vi possiamo raccontare è lo stupore, la meraviglia e la magia del teatro che ci regala la commedia. Se non siete tra i fortunati possessori di un biglietto per questo spettacolo, procuratevene uno in fretta, perchè ne vale la pena. La commedia Romeo e Giulietta. Nati sotto contraria stella è un semino che crescerà lentamente e sboccerà come un fiore nel vostro cuore, per riempirvi di amore per l’umanità, perchè quei buffi personaggi siamo tutti noi, improbabili attori che recitano nell’assurda trama della commedia umana.

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